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IL BILANCIO COMUNUALE

Il bilancio è un documento fondamentale per il Comune perché contiene le risorse finanziarie che l’ente ha a disposizione, indica da dove provengono queste risorse e come l’Amministrazione Comunale decide di utilizzarle.

Certo per i non addetti ai lavori è un documento complesso e sotto alcuni aspetti può sembrare anche incomprensibile. Per questo motivo, abbiamo pensato di dare qualche spiegazione per permettere a tutti di capire maggiormente i vari aspetti di un bilancio comunale. Per semplificare possiamo pensare al bilancio di una famiglia e cioè in base a quanti soldi entrano si valuta quanti e come spenderli.

I documenti del bilancio, che, ricordiamo, sono sempre soggetti all’approvazione del Consiglio Comunale, sono due:

BILANCIO PREVENTIVO

Definisce una previsione di entrate e di uscite; nel corso dell’anno in base al verificarsi di imprevisti può essere sottoposto a modifiche con una variazione di bilancio. Con il bilancio di previsione l’Amministrazione Comunale decide le attività e i servizi che vuole offrire ai cittadini indicando le fonti da cui attingere per coprire le spese che dovrà sostenere. Quando si stende il bilancio, si devono osservare numerosi vincoli legati alla finanza pubblica per garantire il contenimento delle spese e, in qualunque caso, le entrate e le uscite devono essere dello stesso importo perché per legge è obbligatorio raggiungere il pareggio di bilancio. Nel bilancio è presente anche un Fondo crediti di dubbia esigibilità cioè una somma messa da parte per coprire i rischi derivanti da entrate già accertate e messe a bilancio ma di difficile incasso (ad esempio accertamenti per tari o multe non pagate, ecc).

Parlando di entrate e uscite si deve distinguere tra:

      • competenza che sono le entrate che il Comune deve accertare e che quindi deve incassare e le spese da impegnare cioè le spese che il Comune ha l’obbligo di pagare
      • cassa che sono le entrate e le spese effettive che si prevedono per l’anno

 

Questa distinzione è dovuta al fatto che non tutte le entrate di un anno si incassano nello stesso anno e non tutte le uscite di un anno si pagano nello stesso anno. Allo stesso modo nell’anno in corso, il Comune può incassare entrate accertate nell’anno precedente così come può pagare una spesa impegnata nell’anno precedente (residui attivi – crediti e i residui passivi – debiti).

BILANCIO CONSUNTIVO (o RENDICONTO)

Rendiconta le spese effettivamente incassate e sostenute dal Comune. Questo documento può chiudersi con

– un disavanzo e cioè le spese superano le entrate

– un avanzo e cioè contenere somme avanzate che non sono state spese e che, pertanto, vengono tenute da parte per l’anno successivo

Con il bilancio consuntivo, l’Amministrazione Comunale rendiconta ai cittadini se le risorse sono entrate ed uscite secondo quanto indicato nel bilancio di previsione.

Questo documento conclusivo, oltre alla verifica da parte del Revisore dei conti che vigila sulla regolarità finanziaria, viene verificato anche dalla Corte dei conti che è l’organo superiore istituzionale con funzioni di controllo in merito alla contabilità pubblica.

Le entrate e le uscite si dividono in due categorie:

    • entrate correnti che derivano da tributi (TARI, IMU, IRPEF…), diritti di segreteria, tariffe trasporto scolastico e mensa, affitti e utilizzi strutture comunali, sanzioni, rinnovi concessioni cimiteriali, canoni antenne telefonia e altri canoni, trasferimenti statali correnti

 

  • entrate in conto capitale che derivano da contributi statali, europei, regionali, alienazioni (vendite di beni del patrimonio), mutui, rilascio permessi per costruire
      • uscite per spese correnti, stipendi dipendenti, formazione, assicurazioni, spese legali e prestazioni professionali, manutenzioni ordinarie, pulizie, corrente, gas, costi per il sociale come ad esempio interventi disposti dall’autorità giudiziaria, assistenza domiciliare anziani, rette, iniziative culturali, indennità sindaco, vicesindaco e consiglieri, interventi per la scuola, mancati pagamenti inseriti in un apposito fondo chiamato Fondo crediti di dubbia esigibilità

     

  • uscite per spese in conto capitale, manutenzioni straordinarie del patrimonio comunale e/o nuove infrastrutture come previsto nel Programma triennale delle opere pubbliche.
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