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MOSE' BIANCHI: L'OTTOCENTO A COLORI

Visita guidata al MUST (Museo del territorio) di Vimercate

sabato 11 aprile 2026

Il programma prevede:

  • ritrovo alle ore 13.45 presso il parcheggio del mercato, in via Manzoni a Barzago (raggiungeremo in auto il MUST di Vimercate, è possibile partecipare anche senza auto propria)
  • ore 14.45 visita guidata della mostra di pittura L’OTTOCENTO A COLORI (durata 1 h 30 circa)
  • Rientro previsto a Barzago per le ore 17.00/17.30 circa.

INFO e COSTI

Il costo è di € 9,00 a persona.

In caso di pioggia la visita è confermata.

ISCRIZIONI ENTRO giovedì 02/04/2026

  • WhatsApp: 3514802079
  • Mail: ilpaese.barzago@gmail.com
  • presso l’Associazione La Piazza (Piazza Garibaldi, Barzago) sabato 28/03/2026 dalle ore 10.00 alle ore 12.00
 
E’ possibile partecipare anche senza auto propria.

CLICCA QUI PER SCARICARE LA LOCANDINA

 

Clicca per visitare il sito uffiicale della mostra di pittura

 

Biografia di Mosè Bianchi

Mosè Bianchi nacque a Monza nel 1840 in un ambiente familiare legato all’arte: il padre era insegnante di disegno e il fratello intraprese anch’egli la carriera artistica. Dopo una formazione tecnica, nel 1856 si iscrisse all’Accademia di Brera a Milano, dove studiò con Giuseppe Bertini e frequentò artisti come Tranquillo Cremona e Filippo Carcano.

Partecipò alla Seconda Guerra d’Indipendenza, esperienza che influenzò anche la sua produzione iniziale, orientata verso soggetti storici e romantici. In seguito si avvicinò progressivamente a temi più realistici, dedicandosi alla pittura di genere e al paesaggio.

Nel 1867 vinse il pensionato “Oggioni”, grazie al quale poté viaggiare e soggiornare a Venezia, Roma e Parigi. Qui entrò in contatto con importanti artisti europei, tra cui Meissonier e Fortuny, che ebbero un ruolo decisivo nell’evoluzione del suo linguaggio pittorico.

Rientrato a Milano, raggiunse un notevole successo, soprattutto con opere di carattere patriottico e religioso. Divenne una figura di riferimento nell’ambiente artistico milanese: fu consigliere dell’Accademia di Brera e maestro di giovani artisti, tra cui il nipote Pompeo Mariani. Negli ultimi anni si dedicò anche all’affresco e all’acquaforte, prima di ritirarsi a Monza per motivi di salute, dove morì nel 1904.


Stile e produzione artistica

Mosè Bianchi si distingue per una pittura attenta alla resa della luce e degli effetti atmosferici, elementi centrali nella costruzione delle sue opere. Il suo stile nasce dalla sintesi tra il naturalismo lombardo, l’eredità della pittura veneziana settecentesca e l’influenza della tecnica brillante di Fortuny.

La sua produzione è ampia e diversificata: comprende ritratti, paesaggi, scene di genere e vedute urbane e lagunari. Nei ritratti emerge una particolare capacità di cogliere la psicologia e la presenza fisica dei soggetti, mentre nelle scene di vita quotidiana dimostra sensibilità verso il mondo popolare e attenzione al dato realistico.

Dal punto di vista tecnico, la sua pittura è caratterizzata da una combinazione di precisione accademica e vivacità espressiva, con pennellate dinamiche e una ricca gamma cromatica. Questa sintesi tra rigore formale, narrazione verista e ricerca atmosferica lo colloca tra i protagonisti della pittura lombarda dell’Ottocento.

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